Interior oggi: dal minimal alla decorazione

Nonostante il minimal sia entrato ampiamente nel nostro immaginario, un interior di oggi può essere molto più che asciutto ed essenziale: può essere caldo, ricco, personale, senza per questo perdere equilibrio o attualità.

È qui che entra in gioco la decorazione. Uso il termine “decorazione” come usavo il termine “decoration” quando facevo l’architetto in Inghilterra: la decorazione comprende, nell’interior, tutto ciò che riguarda la costruzione dell’immagine dell’ambiente – colori, materiali, finiture, tessili… – una volta che si è stabilito dove posizionare i struttura, muri e impianti.

La decorazione è una parte dell’interior, quella parte che comincia ufficialmente quando lo stato al grezzo è ultimato. In realtà, se mi segui da un po’, sai che per me le “fasi” sono solo un pro-forma: in un interior tutto è correlato perché ogni scelta produce conseguenze sull’insieme (il famoso Butterfly Effect). Quindi quando durante una ristrutturazione si pensa: “Lo farò in un secondo momento”, potrebbero non esserci più le condizioni adatte (perché i corrugati sono stati passati, le tracce chiuse etc) ed essercui dei limiti che non permettono di esprimere l’immagine dell’ambiente.

La tendenza a considerare la decorazione come qualcosa di secondario, di superfluo, di accessorio rischia di privare l’ambiente di identità e privare noi stessi del piacere di sentiri circondati da un luogo che parla di ognuno di noi.

Non necessariamente la scelta di decorazione priva l’ambinete di linearità ed eleganza, ma può aiutarti a rendere il tutto meno “puro e asettico” e, soprattutto, aiutarti a costruire un ambiente in cui ti riconosci davvero. Che può essere moderno, ma al tempo stesso parlare un linguaggio non necessariamente essenziale o neutro.

Se ciò che ti ho scritto ti è familiare, seguimi: ti mostrerò come elementi che consideriamo “superficiali” possono essere invece essenziali nella definizione dell’immagine dell’ambiente e della sua percezione.

Fonte: Pinterest

Dal minimal alla decorazione: mai alla fine!

Ho visto fare questo passaggio decine di volte: spesso si pensa alla decorazione come a qualcosa che si aggiunge quando il progetto è già concluso; prima si scelgono pavimenti, porte e arredi, poi arrivano tende, quadri, lampade e oggetti. E decine di volte ho sentito dire :”In questa casa manca un filo conduttore, non mi ci ritrovo più!”

Questo è perché costruire un’atmosfera richiede che alcune scelte decorative devono essere parte del progetto fin dall’inizio. Un colore sulle pareti, una carta da parati, una boiserie, una particolare illuminazione o un tessuto possono modificare profondamente la percezione di uno spazio. È proprio qui che la decorazione smette di essere un semplice insieme di accessori e diventa uno strumento progettuale.

Dal minimal alla decorazione: elementi che ti rappresentano

Non c’è una formula precisa che mi sentirei di consigliare genericamente perché come sai l’immagine di un interior è una cosa così personale che davvero penso vada costruita sulle esigenze e gusti di ciascuno. Ma se senti che il minimal essenziale e aciutto non fa per te (oppure non sei in un contesto in cui il minimal rappresenta più un rischio che altro) e stai pensando a un interior decorato, ecco una selezione di alcuni elementi (quelli che io ritengo più significativi) che possono aiutarti a dare carattere al tuo ambiente.

Puoi usarne uno, due, solo alcuni o tutti insieme – sai che, ovviamente, più aggiungi elementi, più alzi il rischio di metterli in competizione l’uno con l’altro e di creare “rumore visivo“.

1. Il colore

È spesso il primo passo. Partire da una base neutra e introdurre un colore, anche soltanto in una parete, in un arredo o in alcuni dettagli tessili, cambia immediatamente la percezione dell’intero ambiente. Non significa necessariamente utilizzare colori forti. Anche una variazione tonale, un verde desaturato, un terracotta o un marrone possono rendere lo spazio più riconoscibile.

Fonte: Pinterest

2. I materiali

La decorazione passa anche dalla materia. Legno, pietra, metallo, vetro, tessuti e superfici differenti introducono variazioni visive e tattili. Un interno molto semplice può acquistare profondità proprio attraverso il contrasto tra materiali, senza bisogno di aggiungere molti oggetti. Ad esempio, una parete lasciata volutamente in mattoni o le travi di legno a vista sono elementi che caratterizzano profondamente e attorno a cui si può costruire l’intera storia della tua casa, dosando ovviamente tutto il resto di conseguenza.

Fonte: Pinterest

3. Gli elementi decorativi connessi alla struttura

Qui il confine con il punto precedente è molto sottile, però va precisato. Ci sono alcuni elementi, come ad esempio le pareti o i controsoffitti o le porte che hanno una funzione prioritaria, ma anche che possono essere incluse negli aspetti decorativi. Scegliere, ad esempio, un’apertura ad arco piuttosto che un normale “sistema ad architrave” caratterizza molto un passaggio fra due ambienti. Così come la scelta di rifinire la parete con cornici di gesso o boiserie, che possono con pochi elementi dare subito un aspetto molto bohémien alla stanza; per non parlare poi delle porte che, in relazione alla loro finitura e decorazione possono definire chiaramente il linguaggio di tutta la casa.

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4. I tessili

Tende, tappeti, cuscini e imbottiti sono tra gli strumenti più semplici per aumentare la sensazione di calore.Sono elementi facilmente modificabili e permettono di lavorare sulla stratificazione: una casa può rimanere contemporanea e ordinata, ma diventare progressivamente più morbida e avvolgente.

Fonte: Pinterest

5. I pattern

Fiori, righe, geometrie, motivi grafici o tessuti decorati introducono un ulteriore livello di complessità. Il loro effetto dipende molto dalla scala, dai colori e soprattutto da ciò che li circonda. Un pattern importante può funzionare perfettamente in un ambiente molto semplice, proprio perché trova intorno a sé abbastanza spazio per essere valorizzato.

Fonte: Pinterest

6. Gli oggetti e i complementi

Infine arrivano gli oggetti personali: libri, ceramiche, fotografie, ricordi, piccoli pezzi vintage, collezioni.Sono spesso quelli che rendono una casa realmente vissuta. E non devono essere necessariamente numerosi: anche pochi elementi, se scelti con attenzione, possono raccontare molto.

Dal minimal alla decorazione: il ruolo della luce

Alla luce dedico un paragrafo a parte perché, se mi conosci, sai quanto è importante per me per definire un interior. La luce non serve soltanto a illuminare ciò che abbiamo scelto, ma contribuisce a definirne il carattere, attraverso il chiaroscuro: una luce più concentrata, una lampada importante, l’illuminazione di una parete o di un’opera possono cambiare completamente l’atmosfera di una stanza e mettere in luce letteralmente solo ciò che vogliamo.

Attenzione, quindi, perchè la luce (soprattutto quella di accento – più suggestiva e finalizzata a evidenziare i dettaglie e contrasti) può incrementare il ruolo della decorazione, dandole un peso ancora maggiore (e rendendola a quel punto protagonista assoluta dell’interior!).

Fonte: Pinterest

Decorare non significa riempire

Questo è forse il passaggio più importante.

Una casa decorata non è necessariamente una casa piena. Allo stesso modo, una casa minimal non è automaticamente una casa equilibrata o ben progettata.

La differenza sta nelle relazioni e nella gerarchia: nella quantità della decorazione, certo, ma anche nella distanza tra gli elementi, nel ritmo, nelle proporzioni, nei contrasti e nei punti in cui decidiamo di concentrare l’attenzione.

Non esiste una quantità giusta di decorazione in assoluto. Esiste quella che permette a una casa di avere la giusta misura di presenza, calore e personalità per chi la vive.

Ed è proprio da qui che possiamo partire per capire come cambiano gli ambienti quando introduciamo linguaggi decorativi differenti: dal classico al British, dal mediterraneo al pop, non per trasformare una casa in uno stile, ma per capire quali elementi possono cambiarne il carattere.

Per questo il progetto non dovrebbe partire dalla domanda “Quale elemento posso aggiungere per decorare?”, ma da una domanda precedente: che tipo di ambiente voglio costruire e come voglio sentirmi quando lo vivo?

È il principio che mi muove quando parlo di Persone e non elementi: non sono gli elementi a dover guidare il progetto, ma le persone che abiteranno quello spazio.

Cosa pensi della decorazione? Come l’hai usata nella tua casa per sentirti rappresentato/a? Fammi sapere, ti leggo nei commenti.

A presto!

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Arch. Elisa Alfonsi

Mi occupo di creare luoghi per il benessere, sia per il settore pubblico che nel settore privato, con focus in particolare in luoghi per l’ospitalità.

Credo fortemente nel senso di benessere che deriva dal trovarsi nel contesto adatto, in un luogo curato, in cui la bellezza si fonde con la funzionalità.

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