Dei 7 elementi che ritengo essenziali per favorire il benessere in architettura, la luce naturale è la componente immateriale più importante per elevare l’interior e il nostro vivere al suo interno.
Pensate a questo contrasto: è essenziale nonostante sia immateriale.
Non si compra, non si ottiene aggiungendo, ma semmai togliendo, quindi favorendo delle aperture di dimesioni maggiori, ma si progetta. O meglio: si progettano le condizioni affinché entri al meglio nella nostra casa, la illumini e le dia vita.
Questo approccio progettuale si chiama daylighting ed è una componente essenziale di un buon progetto di architettura.
Vediamo in questo articolo quali aspetti riguardano la luce naturale e perché è così importante per la nostra casa e il benessere.

L’impatto della luce naturale sul nostro organismo
Prima di tutto facciamo un breve excursus per contestualizzare il rapporto luce naturale-benessere umano.
L’esposizione alla luce naturale è responsabile di un sistema biologico di circa 24 ore che regola le funzioni vitali del corpo: si chiama “ritmo circadiano” e comprende l’alternanza di sonno e veglia, temperatura, produzione ormonale e metabolismo.
Il suo principale “interruttore” è la luce naturale.
La luce che entra negli occhi viene percepita da cellule retiniche specializzate, che inviano segnali all’ipotalamo, dove risiede il centro di controllo del ritmo circadiano.
Questo meccanismo sincronizza l’organismo con l’alternanza naturale tra giorno e notte e la produzione ormonale, stimolando la produzione di:
- cortisolo, che aumenta vigilanza e prontezza;
- serotonina, che favorisce concentrazione e buon umore.
Quando la luce diminuisce, si attiva la produzione di melatonina, l’ormone del sonno, che favorisce rilassamento e rigenerazione notturna.
Spazi con scarso accesso alla luce naturale portano a una desincronizzazione del ritmo biologico, con conseguenze su stress, disturbi del sonno e dell’umore, malattie metaboliche. Non a caso, le linee guida più recenti di WELL Building Standard e LEED inseriscono la luce naturale tra i parametri fondamentali per la salute e il benessere dell’uomo.
C’è moltissima letteratura scientifica sull’impatto della luce naturale a livello psicofisico e sulle conseguenze della sua privazione sul lungo periodo: ve ne riporto alcuni nell’ultimo paragrafo, ma se siete interessati all’argomento, davvero potete disporre di tantissimo materiale accedendo alle piattaforme di articoli scientifici e ricerca più note.

Luce naturale e suoi effetti visivi
Innanzitutto è bene distinguere la luce naturale secondo i suoi effetti principali perché gli stessi fenomeni che la caratterizzano in ambiente outdoor sono quelli che ritroviamo all’interno delle nostre case.
La luce naturale non è mai sempre uguale a sè stessa, ma subisce variazioni importanti: per contesto geografico e fattori stagionali in primis, ma ovviamente anche per condizioni metereologiche e atmosferiche (nuvole e foschia) che possono ridurre significativamente l’apporto luminoso della fonte solare. Attenzione che questo non è sempre un male, anzi!
In relazione all’effetto luminoso, genericamente si distingue:
–luce diretta: quella che proviene dai raggi solari senza mediazioni e che illumina in modo netto, generando luci e ombre a contrasto
–luce indiretta: dovuta alla presenza di nuvole che schermano i raggi diretti filtrando e riducendo l’apporto luminoso complessivo. L’effetto è quello una luce diffusa. Rientra nella categoria “luce indiretta” anche la luce generata dal riflesso del raggio su una superficie uniforme. In questo caso non si vede la fonte luminosa (mentre può vedersi nella luce filtrata e schermata)


Si è portati immediatamente a pensare che la luce diretta sia la fonte preferibile, ma per i nostri occhi non è così: l’abbagliamento e il contrasto marcato luci/ ombre producono affaticamento oculare, sia per la tendenza involontaria dei muscoli ad adattarsi alla visione, sia perché la luce diretta è in parte responsabile della secchezza oculare.
Quindi, se una bella giornata di sole senza nuvole è sicuramente benefica per il nostro umore, dobbiamo però fare in modo di proteggerci rispetto agli effetti visivi dati da una luce più diretta e più netta. E questo vale sia che questo avvenga in una passeggiata all’aperto, sia che ci troviamo dentro le mura della nostra casa.
Luce naturale e daylinghting
Il daylighting esiste ancor prima che venisse coniato questo nome: da sempre, infatti, i migliori progettisti, tengono conto della luce del sole e della sua dinamica per definire le caratteristiche dell’immobile che stanno realizzando.
Per un buon rapporto fra luce e architettura, si deve tener conto di diversi aspetti:
- caratteristiche estrinseche del luogo (posizionamento geografico e quindi altezza del sole durante l’anno, tendenza atmosferica stagionale, etc)
- caratteristiche estrinseche del lotto di terreno (orientamento, presenza di altre costruzioni, presenza di alberi in altezza, etc)
Sulla base di queste prime valutazioni si procede poi stanza per stanza a definire gli aspetti che incidono sull’apporto di luce naturale in ogni ambiente, prevedendo:
- dimensioni delle finestre (finestre più alte producono un’illuminazione più profonda all’interno della stanza)
- caratteristiche del vetro e del serramento (e qui si apre un mondo da sondare insieme al progettista e alle ditte fornitrici…)
- presenza di sistemi capaci di mitigare l’apporto di luce nella costruzione (sporti, terrazze, cornicioni, aggetti) o sulla finestra stessa (schemature esterne o interne come brise soleil, tendaggi, etc)
- scelta di materiali interni per amplificare l’apporto di luce (colori chiari, materiali riflettenti)
- integrazione con apparecchi di illuminazione artificiale per sopperire alla carenza di luce interna,
- …(solo per citare le principali)
Insomma, il daylighting si può definire un approccio multiplo finalizzato a promuovere la presenza della luce naturale all’interno dell’abitazione e fare in modo che questa sia presente garantendo i suoi effetti positivi sulla casa e su chi la vive.

Luce solare: quando fa bene e quando no
Come dicevamo: la luce naturale presenta moltissimi vantaggi, ma anche questa deve essere regolata e controllata, sia per il benessere dell’utente, sia per quello della casa.
Mi spiego meglio.
Dal punto di vista dell’utente: l’illuminazione naturale fa bene all’utente se non è troppo diretta (vedi sopra) e permette di svolgere le attività in pieno comfort visivo, sostituendosi per buona parte della giornata alla luce artificiale (il che ha anche un ritorno positivo sull’economia e sostenibilità). Ma ovviamente il comfort visivo si ha quando la luce è diffusa o comunque, anche quando è diretta, devono esserci le possibilità di schermarla (esternamente: scuri, brise soleil…o internamente: tende, tende a rullo,…)

Dal punto di vista della casa: anche la casa risente della luce diretta troppo forte o non controllata!
Vi sarà capitato, ad esempio, di vedere gli effetti dell’esposizione prolungata della luce naturale sui mobili e sui tessuti notando uno scolorimento esattamente in corrispondenza del punto in cui è filtrata la luce diretta.

La luce diretta che filtra attraverso i vetri è responsabile anche dell’aumento del carico energetico (leggasi anche: aumento della temperatura) all’interno dell’abitazione. Questo fenomeno avviene soprattutto a est ed ovest dove il sole ha inclinazioni più basse all’orizzonte per tutto l’arco dell’anno, entrando dalle finestre che si trovano sulle facciate (mentre ovviamente sarà più critico gestire la temperatura in un sottotetto con lucernaio nel periodo estivo, quando il sole è a picco).
Se un po’ di calore dovuto ai raggi solari è gradito nelle mezze stagioni o in inverno, in estate, se non controllato, produce un surriscaldamento interno che deve essere per forza mitigato con il climatizzatore.
Luce naturale nell’interior: partire dall’osservazione
Tutto questo era necessario per introdurre il tema di come migliorare la luce naturale all’interno della nostra casa partendo da quello che è l’effetto che vogliamo ottenere ai fini del nostro benessere.
Questo è quello che dobbiamo tenere a mente quando pensiamo a come far entrare la luce solare nei nostri interior: perché faccia stare bene noi e la nostra casa deve essere:
- luminosa (ma non abbagliante)
- diffusa e non diretta
- che non generi troppi chiaroscuri e rapporti luce/ombra
- ma, soprattutto, che sia schermabile e modulabile in intensità in modo che il flusso luminoso sia gestibile sia rispetto agli effetti visivi che a quelli energetici
Dico soprattutto perché, mentre la scarsa luminosità può essere compensata da una valida illuminazione artificiale, al contrario, troppo apporto luminoso deve essere schermato per evitare gli effetti di cui sopra.
Questo obiettivo deve essere raggiunto su tutte le stanze della nostra casa che, per via del diverso orientamento avranno illuminazioni diverse. Quindi, innazitutto, per prima cosa, è importante osservare stanza per stanza e capire dove avvengono i fattori più critici e in che periodo dell’anno, in modo che possiamo utilizzare la strategia giusta.

Bibliografia
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