Portico: spazio di comfort tra interno ed esterno

Ci sono giardini che sembrano usciti da una rivista: prato perfetto, piante curate e ogni dettaglio appare esattamente al posto giusto. Eppure, nonostante tutta questa bellezza, spesso accade una cosa curiosa: quei giardini vengono osservati molto più di quanto vengano vissuti.

Si guardano dalla terrazza al momento della colazione, vengono esibiti con orgoglio agli ospiti, ma poi, nelle ore più calde dell’estate o nelle giornate incerte di primavera, rimangono stupende oasi completamente disabitate.

Al contrario, ci sono spazi esterni che diventano parte integrante della vita quotidiana e in cui ogni occasione è buona per trattervisi un po’: il caffè dopo pranzo, il libro dopo cena. Magari anche questi sono giardini spettacolari, o magari no, a volte sono aree verdi senza troppe pretese.

Ma allora cos’è che fa la differenza? Cos’è che rende i primi incantevoli immagini e i secondi luoghi belli da vivere?

Molto spesso la differenza è in un elemento che raramente viene considerato protagonista (e che invece forse lo è): il portico.

Perché il portico non è soltanto una copertura. È uno spazio di comfort tra interno ed esterno. È ciò che rende il giardino più accessibile, più comodo e, soprattutto, più facile da vivere.

Fonte: Pinterest

Portico: perché ci piace così tanto?

La risposta più immediata è :”Perché genera ombra”, e questa affermazione è vera e condivisibile da tutti, soprattutto nelle estati sempre più calde che stiamo vivendo.

Ma sotto sotto il motivo è più profondo: il portico è, per la sua conformazione, uno dei pochi luoghi in cui possiamo stare all’aperto senza essere completamente esposti, in cui possiamo sentire il vento, ascoltare la pioggia, osservare il giardino, ma sempre restando protetti.

Questa è una situazione che il nostro sistema nervoso apprezza in modo immediato e irrazionale: abbiamo il contatto con l’esterno e, allo stesso tempo, la sensazione di sicurezza che ci dà la casa.

Insomma: nei miei progetti è uno spazio che non sottovaluto e, quando ne ho avuto la possibilità, l’ho sempre proposto oppure ho creato un comfort analogo (in questo progetto, ad esempio, non ho realizzato un vero e proprio portico, ma un sistema di terrazze ampie che garantiscono una simile vivibilità).

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Portico: se ben progettato migliora anche il giardino

L’effetto secondario del portico è che migliora anche il giardino e lo rende più vissuto per un maggior numero di mesi all’anno. Non aggiunge verde, non aggiunge metri quadrati, ma rende molto più facile uscire davvero. Pensa a una giornata di piena estate: in pieno sole probabilmente resterai fuori solo per periodi brevi, il tempo strettamente necessario. Se invece hai una zona ombreggiata e protetta a portata di mano, tutto diventa più naturale — fare colazione fuori, leggere qualche pagina nel pomeriggio, fermarti per una pausa senza dover organizzare niente. Allo stesso modo, il portico è ideale anche nelle mezze stagioni: per godersi i primi raggi di sole in primavera ma anche i colori dell’autunno Il portico funziona come una porta sempre aperta verso l’esterno: ti invita fuori invece di sfidarti.

Fonte: Pinterest

C’è una scena che associo da sempre ai portici: una giornata estiva, un temporale improvviso che arriva senza avvisare, l’odore della terra bagnata che sale nell’aria, il rumore della pioggia sul tetto con quel ritmo continuo e quasi ipnotico. E tu che puoi restare lì, ad ascoltare, senza dover correre dentro a chiudere le finestre. Sono momenti semplicissimi, eppure raccontano meglio di qualsiasi progetto il valore vero di questo spazio. Perché il portico non serve solo quando c’è il sole: serve per vivere il rapporto con l’esterno in tutte le sue sfumature, dalla luce piena di luglio alla bruma di novembre.

Portico: l’errore che vedo più spesso

Molte persone arredano il portico con ciò che avanza: una vecchia sedia recuperata dalla cantina, un tavolo che non stava bene in salotto, vasi diversi posizionati senza una logica precisa. Non c’è nulla di male nell’intenzione del recupero (che io abbraccio fortemente), ma anche questo deve essere realizzato con senso. Quindi: prova a immaginare il portico come una stanza vera e propria, e trattala come tale. Come arrederesti il tuo spazio preferito della casa? Probabilmente sceglieresti i mobili con cura, penseresti all’illuminazione per le sere d’estate, ai materiali che reggono bene le stagioni, al comfort soprattutto. Ecco: il portico merita esattamente lo stesso ragionamento, anche con mobili di ripiego, che possono essere rinnovati o integrati creando un sistema interessante e utile.

Fonte: Pinterest

Portico: un luogo da vivere, non da attraversare

Quando si parla di qualità dell’abitare, si pensa spesso ai grandi interventi: nuove distribuzioni interne, materiali pregiati, tecnologie avanzate. Eppure alcune delle esperienze più belle che una casa può offrirci nascono in spazi molto semplici — un terrazzo, un giardino, un portico. Luoghi che non servono ad aggiungere metri quadrati, ma a restituire qualcosa di più sottile: la possibilità di rallentare, di stare all’aperto, di osservare le stagioni che cambiano da un posto riparato e tuo, di bere un caffè mentre il mondo corre un po’ più veloce di te.

Il portico fra tutti gli ambienti esterni della casa è quello che maggiormente ci protegge e ci avvolge, il luogo ideale per dare il nostro buongiorno e la nostra buonanotte al mondo, gustandosi il piacere di sentirci in un luogo protetto, ma comunque a contatto con ciò che ci circonda.

Ecco perché, se hai la fortuna di averne uno, ti consiglio di non sottovalutarlo, ma anzi di valorizzarlo: potrebbe diventare uno dei punti forti della tua casa!

Fonte: Pinterest

Hai un portico che non stai usando quanto vorresti? Raccontami come lo vivi oggi — e come vorresti usarlo: cene con amici, letture in solitaria, un caffè in santa pace con la persona del cuore?

A presto!

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Arch. Elisa Alfonsi

Mi occupo di creare luoghi per il benessere, sia per il settore pubblico che nel settore privato, con focus in particolare in luoghi per l’ospitalità.

Credo fortemente nel senso di benessere che deriva dal trovarsi nel contesto adatto, in un luogo curato, in cui la bellezza si fonde con la funzionalità.

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