Pavimenti geometrici: 3 consigli per un risultato equilibrato

Desidero qui parlarti di un tipo di pavimento che ha avuto grandissimo successo negli ultimi anni, con varie evoluzioni (e, a giudicare dalla scelta degli espositori del Salone di Milano, è ancora in auge) : il pavimento decorativo con motivo geometrico.

Si tratta di superfici composte da piastrelle che, una volta posate, realizzano un insieme modulare, ripetitivo e molto scenografico.

Sono pavimenti di grande personalità, che si prestano a costruire varie interpretazioni e sicuramente sono centrali nella rappresentazione di identità dello spazio.

Sono architetto e osservo i trend relativi ai materiali, per aiutare i miei Clienti a utilizzarli nel modo corretto: per creare un ambiente che li rappresenta, certamente, ma al contempo dosando forme e colori in modo che il risultato sia equilibrato e coerente.

Se anche a te piace il genere, seguimi e ti aiuterò ad utilizzarli al meglio per valorizzare e vivere bene i tuoi spazi.

Fonte: Pinterest

Pavimenti decorativi geometrici e percezione dello spazio

Pattern geometrici, contrasti cromatici e disegni tridimensionali hanno un forte impatto sulla mente. Queste soluzioni stimolano continuamente la percezione visiva, rendendo lo spazio dinamico, ma capace di affaticare chi lo abita se non bilanciato con il resto degli elementi.

Dal punto di vista dell’architettura del benessere, questo aspetto è centrale: uno spazio deve essere bello, ma anche sostenibile per chi lo vive ogni giorno.

Un pavimento troppo complesso, se non progettato correttamente, può affaticare la vista, generare una sensazione di disordine e rendere lo spazio meno rilassante nel lungo periodo. Ricordi quando parlavo di ordine e linearità visiva? Ecco, anche in questo caso il rischio (appena dietro l’angolo) è il rumore visivo.

Per questo una scelta forte come quella di un pavimento geometrico, va calibrata con altre decisioni: ecco i miei 3 consigli per un risultato che richiami carattere e al contempo benessere.

Fonte: Pinterest

1- Pavimento geometrico: spazio ed elementi chiave

Prima di tutto, è necessario valutare lo spazio da pavimentare (l’ampiezza, la destinazione d’uso, la posizione dell’arredo, etc). Dopodichè si passa a individuare gli elementi chiave della scelta:

Dimensione: una dimensione media (20/30 cm) è adatta sia allo spazio grande che a quello piccolo, perchè è “facilmente leggibile” in entrambi i casi. Se vuoi che il pavimento “sconfini” in più stanze, la piastrella grande risulta più versatile . Di contro, i formati troppo piccoli tendono a frammentare ecessivamente gli ambienti piccoli e a creare dispersione in quelli grandi.

Fonte: Pinterest

Pattern: il pattern segue logiche simili a quelle della dimensione: un ambiente piccolo necessita di una geometria semplice, mentre un ambiente grande si presta a motivi più complessi. I pattern troppo piccoli o minuziosi, invece, tendono ad affaticare l’occhio e li terrei solo per alcuni punti decorativi (come ad esempio la cornice del “tappeto”, oppure per il rivestimento)

Fonte: Pinterest

Posa: la posa in genere è una conseguenza naturale della scelta del pavimento. Un geometrico “a tutto campo” è attuale e tende a ingrandire lo spazio, mentre la posa “a tappeto” è utile negli ambienti grandi se si vuole perimetrare un settore o marcare la posizione di un gruppo di arredi.

Consigli di progetto:

Data la varietà di pattern, dimensioni, colori e considerato l’impatto sull’immagine complessiva, è uno di quei casi in cui trovo indispensabile un rendering realistico del progetto (con materiali in scala, ovviamente). Ci sono molti casi in cui si può fare a meno, ma per una scelta così delicata, no.

2- Pavimento geometrico: abbinamenti sicuri

Un pavimento ad alto impatto vuole essere protagonista, ma questo non significa che tutto il resto deve essere bianco, anzi! Riprendendo il colore della geometria, si va sempre sul sicuro; ma se la geometria è bianco/nero si può introdurre 1-2 colori aggiuntivi.

La scelta è relativamente facile per le pareti che non richiedono rivestimento; per quelle del bagno, invece, è diverso se scegli di avere una parete continua in resina/microcemento o preferisci un rivestimento a piastrella o se opti per un mix. Perchè (e qui è il punto) se scegli una piastrella di rivestimento, non basta sceglierla di un colore/materiale adeguato: anche la dimensione è importante perché le fughe creano un reticolo che deve mettersi in relazione con quello della geometria del pavimento. O riprendere, o distaccarsi del tutto.

Consigli di progetto:

Lo stesso pavimento ripetuto su tutte le pareti, è alienante, anche se il pattern è piccolo. Preferisco molto di più riportarlo su un’unica parete e lavorare a contrasto con la resina/microcemento sulle altre.

Sono onesta: questo effetto non mi piace. Fonte: Pinterest
Questo, invece, decisamente sì! Fonte: Pinterest

3- Pavimento geometrico versione pro: ok, con attenzione

Questo paragrafo è dedicato alle “versioni extralusso”, in cui, oltre alla geometria, si inserisce l’effetto marmo.

I pavimenti geometrici effetto marmo sono in genere di grande formato (altrimenti la venatura non si vedrebbe) e sono l’evoluzione dei pavimenti a intarsio delle basiliche italiane (nientemeno!). Bellissimi, ma ovviamente, bastano da soli a riempire lo spazio. Che deve essere ovviamente importante e magari con soffitti alti. Insomma: non una basilica, ma quasi!

Pavimento geometrico effetto marmo: protagonista assoluto della stanza. Fonte: Pinterest

I pavimenti geometrici abbinati al marmo a grande venatura: questo abbinamento va tantissimo e devo dire che lo trovo anche molto raffinato, ma attenzione perché la combinazione va gestita con cura. Trattandosi di due materiali entrambi “ad alto impatto visivo”, è importante che il resto dell’ambiente sia in grado di sostenerli. Come?

  • Dimensioni (stanza grande e possibilmente un soffitto alto)
  • Possibilità di creare vuoti (ad esempio, in cucina, possibilità di non inserire pensili sopra il top lasciare che il materiale si bilanci con la parete vuota sovrastante)
  • Allegerire il connubio (vedi consigli sotto)
Connubio importante: geometrico al pavimento ed effetto marmo con venatura importante alla parete. Nota: questo è il pavimento “piastrella+tozzetto” di cui parlo sotto. Fonte: Pinterest

Consigli di progetto:

Se senti che questo è un abbinamento in cui ti identifichi, non temere di abbracciare questa scelta, ma studiala con attenzione e pianifica già eventuali evoluzioni.

  • Per allegerire: scegli un marmo con una venatura non troppo evidente. Oppure scegli un pavimento con una geometria più rarefatta, come, ad esempio le piastrelle bianche con tozzetto scuro, che garantiscono l’effetto scenografico, ma sono meno impegnative visivamente
  • Per prevedere possibili evoluzioni. Confina il gres effetto marmo solo in alcune zone (e scegli un materiale più neutro per il top), scegli ante laccate (per poter eventualmente cambiare colore), scegli una geometria di pavimento modulare ma non pesante e possibilemnte, evita il vincolo dei “tappeti”. Insomma: piccole predisposizioni per poter eventualmente “scalare una marcia” se fra un po’ l’insieme ti stanca.

Pavimenti geometrici: trasformare uno spazio — o complicarlo inutilmente

La differenza sta tutta nella progettazione: nelle proporzioni, nelle scelte cromatiche, nella capacità di bilanciare l’impatto visivo con il resto degli elementi.

Se stai pensando di scegliere un pavimento decorativo geometrico e vuoi essere sicuro di non sbagliare, affidati a questi 3 consigli.

Raccontami il tuo spazio nei commenti o contattami direttamente: sarò felice di aiutarti a trovare la soluzione giusta per te.

 

A presto!

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Arch. Elisa Alfonsi

Mi occupo di creare luoghi per il benessere, sia per il settore pubblico che nel settore privato, con focus in particolare in luoghi per l’ospitalità.

Credo fortemente nel senso di benessere che deriva dal trovarsi nel contesto adatto, in un luogo curato, in cui la bellezza si fonde con la funzionalità.

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